Il “Giardino Zen”, come sinonimo di tranquillità, di armonia, come luogo in cui esercitare la mia capacità di introspezione e provare a ritrovare un equilibrio fatto di cose piccole, delicate e semplici, di momenti, di sensazioni passeggere, di sfumature, di gioie che non hanno bisogno di essere gridate per essere tali.

Un bellissimo giardino Zen
Né un fiore, né un’ombra
Dov’è l’uomo?
Nel trasporto di rocce,
nella traccia del rastrello,
nel lavoro della scrittura